© Editor Gloria Macaluso

Scrittura per Mestiere: come scrivere un articolo

È sorprendente come il numero delle notizie che accadono nel mondo ogni giorno siano bastanti a riempire esattamente il giornale.

Jerry Seinfeld

Tutti noi, sui banchi di scuola, ci siamo dovuti confrontare con la stesura del famigerato articolo di giornale. Chi non ricorda le 5W del giornalismo? L’insegnante che ci ripeteva di essere “oggettivi” e di “verificare il contenuto della notizia”? Per non parlare poi del titolo, dell’occhiello, dei paragrafi, del sottotitolo e dei sommari. Insomma, una bella pappardella sulla struttura di un articolo di giornale realistico, vero, verificabile.

Oggi mi focalizzerò su un aspetto diverso della stesura di un articolo. Ammettiamolo, il giornalismo ha decisamente cambiato rotta nell’ultimo decennio, in meglio o in peggio non lo saprei dire. Seppur la classica struttura scolastica non perda mai il suo fascino e la sua efficacia, si sono sviluppati nuovi modi di comunicare, più incalzanti, più diretti e, a volte, più pericolosi. Prendiamo il caso delle fake news: pur non comprendendo come si possa credere che una bevanda al cioccolato possa farti dimagrire o che le scie degli aerei controllino il clima, c’è qualcuno (molti) che confida fermamente nella loro veridicità, è sufficiente il primo titolo “shock”.

Non dilungandomi sulla diffusione dell’informazione a mezzo digitale, non posso negare che gli articoli giornalistici (quelli veri) abbiano dovuto affrontare un grande ostacolo di comunicazione, fiorire dalle macerie di bugie e spergiuri su fatti non accaduti, convinzioni infondate e pura e malsana ignoranza.

Detto questo, vorrei proporvi una lista di 5 punti su come scrivere un articolo, a mio parere, che possa davvero definirsi tale. Iniziamo.

1 – PARLA DI CIÒ CHE CONOSCI E INFORMATI

Io scrivo articoli, correggo libri, redigo schede di valutazione e non conosco un bel niente di anatomia o fisica spaziale – non so nemmeno se si dica così. Ho studiato Scienze Umane e Letteratura, sono un’appassionata di botanica, dipingo quando mi capita e divoro libri come caramelle alla frutta. Stop. Non so fare nient’altro di cui mi senta in grado di parlare, di cui io possa fornire consigli o suggerimenti. Da una vita cerco di cucinare torte decenti, ma non ci sono mai riuscita. Per questo non mi sognerei mai di parlare di ricette.

Inoltre, pur avendo un “campo” di argomenti abbastanza definiti e sui quali lavoro da una vita, ogni singolo giorno scopro qualcosa di nuovo e cerco di migliorare il vecchio.

Non pensate che gli insegnamenti mi arrivino dal nulla. Prima di chiudere la mia giornata, verso le 18:30, scavo qualche documentario, anche solo di quindici minuti, magari sulla piattaforma di TED (per chi non la conoscesse QUI) oppure riprendo un mano un manuale di scrittura, di editing, di grammatica, di stile; un vocabolario, un volume di psicologia, un saggio di Chomsky e così via. Quando scriviamo per mestiere – ovvero la scrittura diventa in un modo o nell’altro la nostra fonte di reddito – dobbiamo essere capaci di catturare l’attenzione di chi legge e per farlo non possiamo affidarci solo al tanto ricercato e sfuggente talento.

Perciò, rimbocchiamoci le maniche e iniziamo ad approfondire l’aspetto del quale vogliamo parlare. Potete utilizzare uno schema pre – impostato (in calce trovate un uno dei pdf che ho creato qualche anno fa per scrivere un articolo) o scrivere la bozza per poi modificare e inserire parti più interessanti e approfondite. L’importante è che siate davvero preparati sul pezzo: più sapete, più scrivete, meno create giri di parole e meglio è.

2 – INTRODUZIONE, SVOLGIMENTO & CONCLUSIONE

Gloria, mi direte, ci avevi promesso di non riprendere in mano gli insegnamenti della scuola. Lo so, infatti questo non è un insegnamento, questo è un mantraNessun testo sopravvive senza questa struttura, se non siete Leopardi o Tolstoj (ma anche loro usavano l’introduzione, perlomeno).

Dare una sorta di struttura al lettore è la parte più importante nella stesura di un articolo. Se, come me, anche voi trattate di scrittura creativa o di libri, dovete iniziare sempre e comunque descrivendo l’argomento che avete scelto per quell’articolo. Anche una citazione o una breve spiegazione possono aiutare. Lo stile pulito e chiaro è quello più premiato perché più comprensibile.

Detto ciò, lo svolgimento e la conclusione possono svilupparsi nei modi più diversi, a seconda dell’argomento, della mole di informazioni da fornire, della lunghezza disponibile e così via. Quello che consiglio spassionatamente in merito alla stesura dello svolgimento è la comparazione con altri argomenti simmetrici sui quali potete approfondire una riflessione più ampia. Quando parlo di libri, ad esempio, sono solita paragonarli l’uno con l’altro, muovendo i fili della ponderazione mentale del lettore e dando lui la possibilità di confrontare idee e ragionamenti diversi.

3 – ELENCHI, PARAGRAFI E FORMATTAZIONE

Troppo spesso ci dimentichiamo di quanto sia importante dare al lettore un impatto visivo chiaro e semplice da intendere. Quando scriviamo un articolo divulgativo (ovvero un testo che informa in maniera limpida e comprensibile da tutti in linea di massima su un determinato argomento) dobbiamo sempre tenere a mente la necessità di orientare fisicamente il lettore sullo schermo e di impedirgli ogni sorta di distrazione: al bando i colori eccessivamente forti e le immagini (che spesso non vengono caricate) tra un paragrafo e l’altro; bandite anche le formattazioni esplosive, i bold e i font pieni di ghirigori e luccichii. Certo, una bella grafica non è solo minimalista, ma è sempre e comunque propedeutica al messaggio dell’articolo.

I paragrafi devono essere ben separati, sia da un punto di vista visivo, sia dal lato contenutistico. Inoltre, un consiglio (che io stessa seguo assiduamente), è l’utilizzo degli elenchi – puntati o numerati – quando il contenuto dell’articolo può essere suddiviso in diverse sezioni, come questo.

Se, ad esempio, volete scrivere un articolo di cronaca, meglio suddividere i paragrafi, partendo dall’introduzione, nelle sezioni necessarie a spiegare le dinamiche dell’avvenimento dall’inizio alla fine per poi concludere con possibili risvolti o conclusioni. Per un fatto di attualità, invece, sempre partendo dall’introduzione, potete dividere il testo in due o tre maxi paragrafi: 1) l’entrata del fatto; 2) le modifiche che apporta alla tradizione/società; 3) i possibili risvolti futuri in meglio o in peggio rispetto al passato e, infine, la conclusione.

4 – FONTI E IMPARZIALITÀ

Quando scriviamo un articolo, di qualunque argomento questo tratti, una delle regole fondamentali è avere delle fonti chiare, verificabili e trasparenti. Inserire dati, citazioni e idee non è comunque sufficiente: da questi dobbiamo saper attingere per confutare, ribaltare o approvare la nostra tesi (del quale parleremo al prossimo punto).

Gaetano Salvemini, nella prefazione a Mussolini Diplomatico, scrisse: “Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere”. Questa frase di un’autorevolezza senza pari, estrapolata dal contesto per la quale era stata pensata, può perfettamente adattarsi al secondo punto fondamentale: l’imparzialità. Quando scriviamo un articolo, infatti, dobbiamo essere in grado di riportare i fatti nel modo più oggettivo possibile, distaccando per un momento i nostri pensieri e le nostre considerazioni in merito. Ma, proprio come ha ricordato Salvemini, l’imparzialità assoluta è un sogno. Il nostro obbiettivo è quello di renderci invisibili, ma mai inudibili ai lettori; è controproducente scrivere un articolo (che non sia puramente informativo) senza far sentire al lettore la presenza di una mente, di qualcosa di umano e pensante poiché, anche durante la lettura, quello che tutti vogliamo è contatto umano.

5 – SOSTENERE UNA TESI

Come accennavo prima, l’articolo – così come il saggio – deve sostenere una tesi. Fermo restando le varie tipologie di scritti e a meno che non si parli di informazioni oggettiva (cronaca, statistiche, ecc), l’articolo deve poter vantare una tesi definita e chiara che possegga un punto di partenza, fonti e dati a supporto e una conclusione.

Ovviamente, una tesi deve appartenere al suo autore, essere originale e convincere il lettore. Quando parlo di originalità e di appartenenza non intendo certo dire che per ogni articolo bisogna inventare dal nulla la tesi poiché quando sosteniamo un argomento prendiamo ad esempio tesi già sfruttate: inquinare la terra rovina il futuro, i figli di fumatori hanno più probabilità di iniziare a fumare, il fascismo deve essere sradicato dalla società, ecc. L’originalità sta nel saper trattare l’argomento con riflessioni e paragoni poco frequenti, se possibile mai sentiti, in grado di sorprendere i lettori e, soprattutto, di farli riflettere.

Ad esempio, se parlassimo di viaggi, magari di un’esperienza personale a Parigi e paragonassimo la Tour Eiffel al Colosseo sarebbe un ragionamento davvero azzardato, ma non per forza errato. Ci potremmo allungare sulla loro speculare funzione di glorificazione, oppure sulla struttura forata, sull’ispirazione latina, ecc. Insomma, fantasia e credibilità sono gli ingredienti per portare il lettore sulla strada della vostra tesi.

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Spero che questi brevi ed essenziali consigli possano aiutare chi, come me, si deve confrontare ogni giorno con il mondo delle parole che è sempre un universo in scoperta, pieno di nuove soluzioni e continui dilemmi.

Aspetto la vostra opinione nei commenti: quali sono gli ingredienti fondamentali di un buon articolo?

Ecco il documento che ho scritto per strutturare un articolo: Schema preimpostato Articolo – Editor Gloria Macaluso

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A presto,

Gloria

 

 

 

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