Editor Gloria Macaluso

Editing: 5 consigli per revisionare un romanzo

Ci sono due tipi di linguaggio scritto, l’uno basato sul suono, l’altro sulla vista.

Ezra Pound

Scrivere e revisionare sono due procedimenti diversi e opposti che devono essere vissuti ed eseguiti (perdonate il termine “duro”) in modi altrettanto differenti. Modificare ed editare una storia richiede quindi un approccio diverso rispetto a scriverla. Questo però non significa che l’operazione di editing non può essere creativa, anzi: revisionare un romanzo significa ricercare la soluzione a svariati problemi e questo vuol dire trovare anche alternative creative, originali per risolvere date incomprensioni o buchi narrativi.

Lavorare all’editing: vedere l’opera nella sua oggettività e carpirne i punti deboli per renderla al meglio possibile.

In questo articolo vi illustrerò cinque consigli per cambiare la prospettiva e prepararsi alla revisione di un romanzo e alcuni falsi miti sull’editing. Iniziamo.

N. 1 – Una nuova prospettiva

Per stimolare la creatività e quindi il problem-solving a volte basta un cambio di scenario. Dove scrivete? Sul letto? Alla scrivania? In giardino? Bene, per revisionare i vostri scritti, cambiate postazione. Personalmente, quando non si tratta di lavoro, io preferisco editare i miei scritti in biblioteca oppure in un café. Sì, devo prendere la macchina e andare a finire nella città più vicina, ma già questo spostamento stimola la mia creatività e modifica la mia prospettiva.

N. 2 – Pensa al lettore

Adesso che ci troviamo nel mood adeguato, la nostra responsabilità principale è il lettore. So bene che molti non accetteranno questa visione poiché ritengono che la loro responsabilità si rivolga solamente alla storia e ai personaggi. Ma mi trovo davvero in disaccordo, nella mia modestissima opinione.

Certo, nel processo di scrittura la responsabilità si trova nel raccontare la storia dei personaggi con onestà e rispetto verso questi ultimi, ma è qui che si trova la “nuova prospettiva”. Una volta che la scrittura è conclusa, e si vuole dirigere questa storia all’esterno e fare in modo che arrivi al cuore o alla mente dei lettori, ecco che il nostro obbiettivo e il nostro modo deve appartenere a questi ultimi. La domanda che ci si deve porre è: come posso raccontare meglio questa storia per assicurarmi che i lettori la ricevano nel senso che voglio intendere?

Ecco quindi che saltano fuori le…

N. 3 – Domande importanti

  • Cosa desideri che i lettori percepiscano dalla storia?
  • Qual è il messaggio generale che vuoi trasmettere?

Pongo spesso queste domande ai miei autori e le risposte sono alquanto vaghe o, peggio, essi mi rispondono “vorrei che me lo dicessi u”. Certo, io posso interpretarlo, ma se devo correggere una trama devo avere tutti gli elementi oggettivi che la compongono, proprio come l’avessi scritto io. Possedere e saper spiegare le risposte a queste domande è essenziale, ma esse non devono per forza essere complicate. Ad esempio, potremmo desiderare che il lettore percepisca malinconia e tristezza o, viceversa, gioia ed entusiasmo. Poi, il messaggio, il tema della storia: la forza della libertà, la prigione dello stereotipo, l’amore e l’amicizia… e così via.

Quando mi chiedo se una scena deve o meno essere eliminata, mi faccio queste domande e decido di conseguenza. In questo senso, il “taccuino delle idee” mi è utilissimo. Lì posso scrivere ciò che penso e quello che voglio che la mia scrittura trasmette. Voi lo utilizzate?

N. 4 – Organizzazione e strategia

Ho già parlato del processo di editing e dell’organizzazione necessaria (QUI o QUI). La revisione può essere un marasma confuso e disordinato poiché quando si rilegge e si corregge spuntano fuori nuove idee. Odio i post-it e i fogli volanti (e le App dei telefoni sono fuori discussione), per questo adopero un procedimento più “unito”.

  • Stampare l’intero romanzo in cartaceo
  • Leggerlo senza apportare modifiche
  • Concentrarsi sulla trama
  • Concentrarsi sui personaggi
  • Concentrarsi sull’ambientazione
  • Correggere grammatica e sintassi
  • Correggere i refusi

Poi, il tutto, dattiloscritto al PC. E, se necessario, si ricomincia.

N. 5 – Punti forti e punti deboli

In tutte le storie, in misure diverse, esistono parti più forti e parti più deboli. Rileggendo lo scritto (ad alta voce, sempre sempre sempre) ci si rende conto di quali siano i punti deboli e forti. Fate una lista di pro e di contro, semplice, e decidete come è possibile modificare e migliorare le parti deboli e come far meglio risaltare quelle forti.

In questo senso, i manuali di scrittura (quelli veri) sono molto utili; QUI una lista dei miei preferiti.


Come bonus, ecco alcuni falsi miti sull’editing (ne ho sentite di tutti i colori!).

  1. La storia e i personaggi sono scolpii nella pietra: non è vero, possiamo stravolgere una storia in ogni momento.
  2. L’editing si concentra sugli errori di battitura e sul controllo della grammatica: quella è la correzione di bozze
  3. L’editing è solo un’operazione di taglia e cuci: no, per quello ci sono i sarti, l’editing non consiste solo nello spostamento di qualche parola o paragrafo, ma collabora alla trama e alla caratterizzazione dei personaggi
  4. L’editing non può essere svolto dall’autore: non è vero, se l’autore è in grado di riconoscere punti deboli e forti esso può apportare gran parte del lavoro al testo.

Questi, i miei consigli sul processo dell’editing e sulla predisposizione alla correzione. Si tratta di suggerimenti che dipendono molto dalla mia esperienza e dalla preparazione dell’autore e, ovvio, del professionista. Se avete qualche suggerimento anche voi o se volete qualche altro consiglio, scrivetelo dei commenti e sarò felice di rispondervi!

Ecco qualche altro articolo:

Scrittura Creativa: caratterizzare il personaggio 2

Writing Routine: la mia routine di scrittura

Una giornata da scrittrice: librerie e biblioteche

A presto,

2 pensieri su “Editing: 5 consigli per revisionare un romanzo

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