© Editor Gloria Macaluso

Libri – Il conquistatore di Hispaniola: l’avventura alla scoperta del Nuovo Mondo

Battere le ali contro la tempesta avendo fede che dietro questo tumulto splenda il sole.

Virginia Woolf

Con questa frase trascendentale della mia scrittrice preferita, introduco la storia di Hispaniola, il viaggio di una compagnia capitanata dal duca Francisco de Mendoza in rotta per il Messico, rotta che verrà deviata dall’approdo al porto di Hispaniola.

Nella lettura di questo romanzo, intervallata dall’incredulità in merito alle tradizioni native, ho riscoperto l’impazienza dell’esplorazione, quel sentimento che ti impone di volerne sapere di più, di voler gareggiare con l’autore per scoprire quale sia il segreto, il mistero che nasconde tra le pagine e che, piano piano, svela con incredibile lucidità.

Ma non è solo questa l’emozione che ho provato. Sapete, mi capita raramente di appassionarmi a un personaggio tanto da voler conoscere la sua storia più del necessario. Ho già chiesto a Giovanni Mandruzzato di raccontarmi qualcosa in più su Jana, lo strong famale character, e lui ha risposto così:

«Per Jana ho pensato a un Robin Hood o un D’Artagnan al femminile, non per niente era una ladra e rapinatrice abile con la spada e il coltello prima di essere arruolata da Francisco. Come Robin Hood si allena, appare, scompare, colpisce, scappa, spia, combatte, scherza, lega con tutti i membri del gruppo… ma non è solo questo. Cammin facendo, il lettore scoprirà una donna sensibile con la sua fragilità, i suoi dubbi, la sua dolcezza, il suo senso protettivo materno e molto altro».

La combattuta storia d’amore tra Jana e Francisco mi ha rapita e ha portato alla luce alcune riflessioni: quando e come l’amore è capace di sconfiggere gli ostacoli che la vita, nella sua complessità, pone di fronte a ognuno? Quando e come il filo che unisce due persone può essere rafforzato da eventi traumatici passati o paure future? Ecco che, in maniera estremamente sottile quanto realistica, Il conquistatore di Hispaniola è riuscito ad attribuire risposta, nel suo mondo di avventure, a queste domande. Senza anticiparvi troppo, mi limito a confermare che sì, a volte e con l’ausilio di uno straordinario coraggio, quel filo viene rafforzato, tessuto e fissato ai rispettivi animi.

Ma l’amore è forse un “effetto collaterale”, passatemi il termine, di quest’avventura. Il conquistatore di Hispaniola è un romanzo tra realtà e fantasia, una prosa che ci immerge nelle tradizioni delle tribù native americane rivelandoci che la lontananza di idee e consuetudini sia, in vero, più raccolta di quanto possiamo aspettarci. Il grande tema della diversità infatti è spalmato con maestria tra le righe, e collega non solo la diversità di popoli, ma anche quella di carattere all’interno della compagnia che s’imbatte nella rete del governatore Diego Còlon: In nome di sua eccellenza don Diego Colòn, viceré delle Indie e governatore di Hispaniola, requisisco la vostra nave e tutto ciò che contiene. Il senso di gruppo e partecipazione, l’eccezionale formazione dei membri della spedizione e il loro ruolo specifico e polivalente ha incrementato, insieme con la trama gremita di colpi di scena, la mia sensazione di essere davvero al fianco del capitano de Mendoza.

Il conquistatore di Hispaniola – Giovanni Mandruzzato

Si tratta forse di uno dei pochi romanzi che ho potuto leggere ultimamente capace di scorrere in modo leggero, senza ricercatezza di stile, ma pura e palpabile storia, avventura e analisi.

Ho chiesto a Giovanni anche da dove avesse tratto ispirazione e studiato tutte le tradizioni dei popoli nativi, al confine del mondo degli Spiriti (potete trovare l’intervista completa all’autore QUI), ed è in questo senso che l’avventura di Francisco acquista credibilità e osservazione: l’incontro con queste tribù e la forza del gruppo nell’aiutare e scoprire i misteri di Hispaniola sono la forza dell’intera struttura.

Ecco, inoltre, un piccolo “bonus” che Giovanni ha voluto regalarci sulle culture dei popoli che incontrerete nel corso della lettura, precisandoci quanto le tradizioni esposte non siano verità inoppugnabili, ma intreccio di storia e fantasia:

«Il rito di imbalsamare le teste è tipico delle popolazioni di lingua arawak di cui anche i taino di Casiguaya [uno dei personaggi femminili nativi] fanno parte. Non è però dimostrato che fosse tipico dei taino, mentre lo era di quei popoli che avevano colonizzato l’Amazzonia. L’ho scelto [il rito] perché fornisce un’immagine molto forte che crea un enorme contrasto tra Francisco, uomo aperto e illuminato che si chiede il senso di ogni cosa, e i suoi soldati che vorrebbero interrompere il rito con la forza». Per chi volesse approfondire qualche aspetto correlato, ho trovato un articolo sulla pratica delle “Drugged Mummies” QUI. Ancora, Giovanni parla della veridicità di alcuni nomi e come li ha inseriti con l’immaginazione di uno scrittore nella sua opera: «Casiguaya non è mai esistita come cacique dei taino di Hispaniola. Ce n’è stata una, ma a Cuba. Si tratta di un’omonimia. È comunque un nome taino documentato. Tutti i nomi dei capi taino sono nomi reali dati a personaggi immaginari».

Ancora, unendo storicità e fantasia, l’autore ha accolto il senso di veridicità che ogni storia richiede, facendo sprofondare il lettore nelle sabbie e nelle foreste di Hispaniola. Ci racconta Giovanni: «La descrizione del villaggio di Cabo Engano di Casiguaya è la reale descrizione di un tipico villaggio taino, come pure le amache, le canoe, i tipi di costruzioni, le attività del villaggio, i cibi, le bevande, tutto». Ma non è solo una questione di ambientazione: «Bartolomé de Las Casas fu storicamente un grande difensore dei loro diritti [dei taino], al punto da riuscire, ormai vecchio, a far abolire dal Re la schiavitù degli Indios e a farli riconoscere dalla Chiesa come “figli di Dio”. Il mio Las Casas, ancora giovane, si avvicina molto a quello storico. I caribe erano realmente nemici secolari dei taino e davvero praticavano i sacrifici umani».

Un altro aspetto, legato al mondo dell’occulto, se vogliamo, e del divino, riguarda lo studio teologico e l’attenzione particolare che l’autore ha voluto dedicargli: «Yuracàn, da cui deriverà la parola “uragano” era davvero una divinità malvagia, sia dei caribe che dei taino,  del mare cosparsa di nero di cui Jana prenderà le sembianze cospargendosi di catrame per mettere in fuga i caribe». La piccola anticipazione sull’azione di Jana può rendere l’idea di quanto questo personaggio abbia mostrato valore e coraggio nel corso della narrazione. Anche in questo caso, ho spulciato un articolo interessante sulle divinità che si possono ricollegare a quella citata, potete trovarlo QUI.

Ma non abbiamo ancora parlato dei cattivi. Chi intralcia la spedizione verso il Messico della compagnia di de Mendoza? Ecco che il punto caldo del romanzo si rivela, scoprendo il villain in Lucrezia, una donna spietata ma pur sempre donna. Si scoprirà di lei un carattere forte, inumidito a tratti dalla gelosia e dalla bramosia carnale che ne scriverà le sorti.

Mi risulta difficile raccontarvi di quest’avventura senza anticiparne troppo lo svolgimento, perciò ecco la trama riportata in quarta di copertina:

Il conquistatore di Hispaniola è il primo romanzo di una trilogia basato sulle avventure di un immaginario esploratore spagnolo e dei suoi compagni di viaggio alle porte del Cinquecento. Nel Nuovo Mondo, lo scenario è l’isola di Hispaniola, (attuale Repubblica Dominicana e Haiti), ancora da scoprire prima dell’arrivo dei Conquistadores – il Messico misterioso degli Aztechi nel secondo romanzo e il Perù mistico degli Incas del terzo. Francisco de Mendoza, un giovane nobile spagnolo condannato a morte per alto tradimento, accetta di andare nell’inesplorato continente americano a rintracciare una spedizione scomparsa di trecento uomini in cambio della Grazia. Con il consenso del Re, arruola una decina di uomini e donne scelti in base a particolari abilità individuali e salpa a bordo di una caravella. Una terribile tempesta oceanica costringe Francisco a trattenersi presso Santo Domingo, città capitale della colonia di Hispaniola. Il governatore Diego Colòn confischerà la sua nave e lo costringerà a lavorare al suo servizio come capitano militare. Saggiate le capacità del nuovo arrivato con un primo incarico, Colòn decide di assegnargli il compito di cercare, individuare e sgominare un gruppo di ribelli guidati da due temibili capi, uno conosciuto come El Oso e l’altro ancora ignoto. Scoperta l’identità dell’autentico capo dei ribelli, Francisco e i suoi compagni, in un crescendo di difficoltà e tensione, vivranno una serie di peripezie tra battaglie, imboscate, rapimenti, scontri con i salvataggi ed esperienze ai limiti del soprannaturale fino ad arrivare alla resa dei conti. Francisco de Mendoza è un uomo illuminato, raro per quell’epoca, con la dote naturale di comprendere, motivare e coinvolgere gli uomini e le donne del suo piccolo reparto di esploratori, plasmando un vero e proprio gruppo capace di fronteggiare qualsiasi situazione. Nella sosta forzata a Hispaniola, da semplice tappa di viaggio a teatro della sua prima grande impresa, Francisco intraprende un percorso di scoperta di se stesso, confrontandosi con vecchi e nuovi amici e con nemici di grande forza e personalità. Toccherà con mano l’amore e l’odio, l’amicizia e il tradimento, la fedeltà e la tentazione, il coraggio e la viltà, la scienza e il soprannaturale, il popolo dei coloni di Hispaniola e il popolo dei nativi.

Cosa aspettate, dunque? Andiamo a visitare Hispaniola…

Ecco il link al volume: Il conquistatore di Hispaniola

Ecco l’intervista all’autore: Avventura nel Nuovo Mondo: scrivere un romanzo dalle parole di Giovanni Mandruzzato

Qui, un articolo sui romanzi storici: Realtà & Fantasia si intrecciano sulla carta: come scrivere un romanzo storico

La Segnalazione a cura di Alessia del blog “Scents and Colors Books” QUI.

La Segnalazione a cura del blog Mutyland QUI.

La Recensione del blog di Marcoscrive QUI.

A presto,

Gloria

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6 pensieri su “Libri – Il conquistatore di Hispaniola: l’avventura alla scoperta del Nuovo Mondo

  1. Valentina (@360Selfcare) ha detto:

    Cara Gloria, complimenti per la recensione! Ti invoglia proprio a leggere il libro! Io infatti l’ho letto 🙂 La lettura scorre veloce e ti appassiona, la storia é avvincente, le descrizioni molto accurate, i paesaggi esotici, l’ambientazione, la trama che affascina, i personaggi che prendono vita e ci si ritrova catapultati sull’isola di Hispaniola quasi a condividere con i protagonisti gioie e dolori. Mi ha coinvolta dalla prima pagina all’ultima, attendo con ansia la pubblicazione di un altro suo libro! Consigliatissimo!

    Piace a 1 persona

  2. Aurelia ha detto:

    Ho viaggiato e studiato abbastanza del mondo maya, atzeco ed incas, che sono così appassionata per lo scrittore che ne ha fatto oggetto della sua avventura. Il libro mi è sorprendentemente piaciuto sia come ispirazione che narrazione: i Personaggi, le descrizioni…è scorrevole “come una caravella in un oceano pieno calmo e dolce”. Spero vivamente che Giovanni Mandruzzato prosegua nella sua affascinante prosa ricca di molteplici avventure e personaggi mostrati con profondità e maestria. Grazie all’ Autore, grazie di cuore! Non credevo che esistessero più scrittori italiani appassionati di romanzi storici e fantastici insieme, in grado di comunicare e quindi estendere agli altri le proprie sensazioni e passioni. Ancora grazie ed attendo con vivo piacere i prossimi scritti!

    Piace a 1 persona

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