© Editor Gloria Macaluso

Esercizi di scrittura: l’incipit

La scrittura non è magia, ma evidentemente può diventare la porta d’ingresso per quel mondo che sta dentro di noi. La parola scritta ha la forza di accendere la fantasia e illuminare l’interiorità.

Con questa nuova serie di articoli, inauguro i primi esercizi di scrittura del blog, ed era ora dato che ho già approfondito le basi della scrittura creativa (trovate tutti gli articoli in questa pagina: Scrittura Creativa) più che abbondantemente. Cercherò di riassumere gli esercizi svolti durante i vari corsi che ho frequentato, crearne di nuovi su misura per voi e rispondere a ognuno. 

Iniziamo con il definire l’incipit di un romanzo. L’inizio di una storia, le prime agognate frasi che il lettore svogliato, in mezzo a una marea di volumi nelle librerie di provincia, legge per prime e, inesorabilmente, a volte, anche per ultime, sono gli occhi di un libro, la prima cosa che si osserva. Se non c’è un buon incipit, infatti, non può esserci (oppure non verrà mai scoperta) una buona storia. Le prime parole di un romanzo, di un racconto, di una poesia, di un articolo o di un saggio devono catturare, trascinare il lettore e rimpinzarlo di curiosità. Perché, altrimenti, dovrebbe mai leggere il vostro libro? 

Esistono una marea di manuali di scrittura, alcuni migliori di altri, che ci inculcano le buone regole per un ottimo incipit. Be’, il mio consiglio, spassionato, è leggere ogni manuale. Ebbene sì, mi discosto dalla schiera di anti–manuali di scrittura: un buon lettore, come un buono scrittore, può decidere da solo a chi e a cosa dare retta, perciò perché non ascoltare tutte le campane? Ecco, dopo esserci fatti una cultura (trovate alcuni ottimi manuali in questo articolo: Manuali di scrittura creativa), possiamo iniziare a esercitarci. 

Prima di cominciare, però, un piccolo appunto per chi crede che gli esercizi non portino a nulla. La scrittura, come qualsiasi arte, deve essere allenata. Non basta avere talento, non basta mai: il costante impegno e la dedizione sono fondamentali per scrivere, perché è una passione che viene da dentro, quasi arreca del dolore, e per questo deve essere ammaestrata; solo rare, rarissime volte, può concedersi uno sfogo incontenibile. 

Potete scrivere gli esercizi nei commenti oppure inviarmeli tramite il form in fondo all’articolo: risponderò il prima possibile!


Il lettore si concentra sul presente – Esercizio 1

Si tratta di un teorema fondamentale della scrittura: il lettore è indiscutibilmente concentrato su ciò che avviene nel presente e non su ciò che è accaduto prima. Ogni frase, ogni parola, deve essere collegata all’avvenimento presente della storia. A nessuno interessa che la prozia del protagonista sia stata una ballerina a Broadway se poi non rivelate che fu nell’ultimo suo spettacolo che parlò con quel tale che uccise la madre del protagonista. Insomma, ci siamo capiti.

Per riassumere: il primo paragrafo del primo capitolo deve contenere un avvenimento presento o perlomeno un pensiero presente su qualcosa di passato (vedremo l’inserimento del prologo in un altro articolo, per ora potete approfondire QUI in merito agli antefatti). Non è un mistero che i lettori amino i dialoghi (e sarà forse il caso di sottolineare l’aspetto presente di questi ultimi), perciò si potrebbe partire proprio da quelli.

Qui sotto, una lista di esercizi per sviluppare l’incipit attraverso i dialoghi.

  1. Un uomo e sua moglie residenti nel quartiere di San Basilio a Roma stanno avendo una discussione: la donna è appena stata derubata sul tram e hanno perso i soldi per il regalo di Natale del loro unico figlio.
  2. In un mondo parallelo, una bambina con lo straordinario potere di predire il futuro ha avuto una visione: sua nonna, l’unica parente rimasta in vita, morirà per mano del fratello, lo zio Archibald. La bambina dovrà raccontare la sua visione al suo migliore amico.
  3. Nella corte della regina Vittoria, anno 1843, una dama di compagnia sta assistendo al bagno della regina e con lei sussurra di un misterioso uomo giunto a palazzo da una terra lontana.

Ricordate che i dialoghi non sono quasi mai semplici scambi di battute e che queste, pur dovendo essere il più reali possibile, non possono risultare estremamente colloquiali. Reali, non banali. Create l’atmosfera intorno alle parole e fate in modo che chi vi legge voglia saperne di più al termine del paragrafo. Per approfondire l’atmosfera cliccate QUI.

Prima pensi, poi agisci – Esercizio 2

Come per i dialoghi, anche i pensieri, quindi le riflessioni interne alla voce narrante (specialmente se in prima persona), fanno parte del presente del lettore. In questo secondo esercizio proveremo a strutturare un pensiero di rapporto causa – effetto dei nostri protagonisti. La prima persona non è obbligatoria, ma forse più semplice.

Prima di iniziare, è bene ribadire quanto l’atmosfera sia fondamentale anche nell’incipit: è l’amo che deve far abboccare il lettore: create curiosità.

  1. Una giovane donna è appena stata promossa nel suo lavoro di giornalista e deve trasferirsi in una nuova città; è costretta a cambiare casa e lasciare la madre vedova da poco. Cosa penserà? Come deciderà? Valuterà dei pro e dei contro? Scrivete il suo pensiero.
  2. Un uomo sulla novantina, al termine di una cena con i nipoti, si trova da solo in casa. Rifletterà sulla sua vita. Come è stata? Come può riassumerla per catturare il lettore all’inizio della storia? Quali sono le sue vittorie? Ha dei rimpianti?
  3. Provate a creare il pensiero antropomorfo di un gatto/cane, la sua giornata. Il suo padrone/a esce di casa, lui rimane da solo, poi qualcuno bussa alla porta, si spaventa, riflette sugli oggetti della casa, il suo padrone torna, ecc.

Ricordate che stiamo scrivendo un incipit: create l’agognata curiosità, strutturate una mini trama per l’inizio così che al termine del paragrafo il lettore voglia conoscere la storia completa.

Descrivi con carattere – Esercizio 3

A differenza di molti, io sono un’amante delle descrizioni. Quelle complete, belle, non noiose. Non è una tecnica diffusa nella narrativa moderna, lo so. Dal buon Manzoni abbiamo tutti imparato il medias res, ma le descrizioni hanno ancora un fascino intramontabile, se posseggono carattere.

Iniziare con una descrizione non significa creare un ambiente o un’atmosfera sterile; al contrario, le descrizioni servono per dare personalità a un individuo, un luogo, una storia. Potete decidere voi la persona narrante, forse in questo caso la terza è più efficace.

  • Descrivi un paesaggio naturale, mare, montagna o collina, in una zona di guerra. Al termine inserisci la prima battuta di un dialogo: chi parlerà? Un soldato o una moglie? Un bambino, forse?
  • Descrivi un paesaggio urbano: quali sono gli odori e i rumori? Chi sta parlando? Un narratore esterno o interno? Crea l’atmosfera che desideri: città sì o città no?
  • Descrivi l’interno di un’abitazione, scegli tu la tipologia. Quali sono i mobili in quella stanza? Cosa pensa il protagonista o il narratore? Cosa è accaduto in quella stanza?

Anche in questo caso è bene ricordare che si tratta dell’inizio di una storia, perciò dovremo creare delle aspettative nel lettore, magari inserendo qualche anticipazione (trovate più informazioni QUI).


Come conclusione di questo primo articolo vorrei darvi una piccola anticipazione: presto pubblicherò un corso di scrittura creativa che comprenderà teoria ed esercizi, per questo ho deciso di offrire in primis, oltre a tutti gli articoli presenti sul blog, anche questa nuova rubrica di esercizi così da dare la possibilità a tutti di “testare” la tipologia che sarà presente nel corso.

Potete inviare le risposte agli esercizi fino al termine di marzo 2019 e riceverete un commento il prima possibile! Per avere una risposta più rapida (e più punti di vista) potete scrivere nei commenti sotto questo articolo, altrimenti utilizzate il form qui sotto!

Ricordate di inserire il titolo dell’esercizio, ad esempio: Esercizio 2 numero 3 (il pensiero antropomorfo di un animale) nel corpo del messaggio.


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A presto!

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14 pensieri su “Esercizi di scrittura: l’incipit

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