Il romanzo storico: scrivere di realtà con fantasia

«L’Historia si può veramente deffinire una guerra illustre contro il Tempo, perché togliendoli di mano gl’anni suoi prigionieri, anzi già fatti cadaueri, li richiama in vita, li passa in rassegna, e li schiera di nuovo in battaglia». 

Nell’introduzione ai Promessi Sposi, Manzoni adopera la finzione letteraria del ritrovamento di un manoscritto d’autore anonimo del Seicento. E non potevo non cominciare da qui: Renzo e Lucia, gli amanti storici e intermediari di un messaggio sociale e politico, il cui matrimonio vuol essere impedito dal signorotto lombardo don Rodrigo.

Quando Manzoni, nel 1821, progetta la stesura di un romanzo, la sua decisione denuncia grande coraggio. Il genere letterario del romanzo, infatti, viene disprezzato dal pubblico colto che lo ritiene adatto solo agli ignoranti, a lettori poco esigenti come le donne e coloro scarsamente istruiti. Ma questo genere letterario, osservato dal mirino di uno scrittore ingegnoso, permette di utilizzare fatti inventati per descrivere usi e costumi reali.

Il progetto portato avanti da Manzoni è uno dei tanti modi in cui si può affrontare la scrittura di un romanzo storico. Teorizzare la conciliazione del vero della storia con quello dell’arte e della fantasia è la forma più usata e di maggiore impatto nella scrittura così come nel cinema. Ed è di questa tipologia che mi occuperò oggi.

STORIE NELLA STORIA

Il romanzo storico non ha mai smesso di affascinare i lettori e, anche per mezzo di contaminazioni con altri generi letterari come il poliziesco, il fantasy o la storia d’amore, ha continuato a produrre capolavori come, per fare qualche esempio, Il Nome della Rosa di Eco, I Tre Moschettieri di Dumas, I Pilastri della Terra di Follet, Ivanhoe di Walter Scott o Il Leone d’Irlanda della Llywelyn.

Principalmente, un romanzo storico è ambientato nel passato, ma narra vicende riconducibili anche al nostro tempo – qualunque esso sia. La storia può diventare un pretesto per riflettere sul presente e predire metaforicamente il futuro.

I personaggi di un romanzo storico non devono differire dai personaggi di qualsiasi altro tipo di romanzo, o almeno non devono differire per quanto riguarda le emozioni umane. La passione, la gelosia, la gioia, l’invidia e via dicendo sono interiorità da sempre presenti nell’animo; possono esprimersi in maniera diversa, e questo anche a seconda dell’epoca, ma sono costruite sulla solida base ancestrale della vita umana.

Manzoni diceva che un romanzo storico è un componimento misto di storia e invenzione; dunque, come detto prima, deve includere fatti reali e intrecci di fantasia. Nella componente inventata del romanzo, necessariamente figurano i dialoghi tra i personaggi e, poiché i documenti che testimoniano l’uso comune delle parole e delle conversazioni sono molto rari, rendere fedelmente un dialogo è un’operazione difficile che richiede molta ricerca e l’inseguimento del verosimile.

Ma non è solo in riguardo ai dialoghi che lo scrittore deve prestare attenzione: il romanzo storico è uno dei generi (se genere si può chiamare) che più richiede una meticolosa ricerca che comprende ogni aspetto – o quasi – della narrazione.

LA RICERCA

L’accurata ricostruzione di un’epoca storica non è roba da poco; la ricerca – meticolosa, puntualizzante, petulante e a tratti anche maniacale – deve abbracciare ogni aspetto del romanzo, dai personaggi all’ambientazione, passando per i dettagli che possono parere insignificanti. Ricordo una frase estrapolata da un’intervista allo storico Umberto Eco, in cui diceva di aver modificato un particolare per la seconda edizione de Il Nome della Rosa. Lo scrittore eliminò la parola “secondo”, poiché a quel tempo non esisteva questo tipo di frammentazione temporale.

Vediamo insieme quali sono gli aspetti di ricerca principali per la stesura di un romanzo storico:

  • ATMOSFERA. L’atmosfera non comprende solo l’ambientazione vera e propria intesa come architettura, paesaggi e così via – sulla quale troverete qualche parola in più qui Scrittura Creativa – l’ambientazione come sfondo protagonista –, ma anche gli usi, i costumi, le condizioni sociali e politiche, la mentalità, le circostanze in cui vivevano uomini, donne, servi o eventi storici particolarmente eclatanti negli anni che scegliete di raccontare.
  • OGGETTI. Molto spesso, gli oggetti di uso comune non vengono presi in considerazione. Mi chiedo il perché, essendo che ho una sfrenata passione per qualunque cosa sia più vecchia di dieci anni. Ad esempio, sapete come funziona un ciclostile? Sapevate che le cinture di sicurezza furono rese obbligatorie solo agli inizi degli anni ’70? Prestare attenzione agli oggetti è fondamentale per rendere credibile l’atmosfera del romanzo storico.
  • ABITI. Così come per gli oggetti, anche il vestiario è importante per rendere al meglio l’idea di un’altra epoca storica; il modo di vestire e le mode rendono bene tanto quanto una buona prosa.
  • VOCABOLARIO. L’esempio di Eco sopracitato è l’emblema della ricerca. Pensate a una dama della famiglia Medici che dice «quel duca è proprio un omaccione». Mi vengono i brividi al solo pensiero.

Naturalmente, non cadete nel trabocchetto di far sopraffare le vostre ricerche alla storia: i protagonisti sono la trama e i personaggi, non i cortei e i banchetti.

SCEGLIERE L’EPOCA

Per la scelta di un’epoca storica non esiste una regola precisa, l’unico consiglio che mi sento di darvi è prendere la strada di ciò che vi piace. Fare ricerche sugli anni ’70 non sarà entusiasmante se odiate i jeans a zampa di elefante o i top ricamati in pizzo.

Appassionatevi a un’epoca, o meglio a un evento storico e cercate di immaginare la storia di uomini o donne comuni che vissero proprio quell’evento. Cercate gli aspetti nascosti, i complotti o accostate fatti reali a invenzioni, che è poi il succo dell’intero discorso.

PROSA E STRUTTURA

Ci sono parecchie opere dal quale trarre ispirazione per la struttura e la prosa stessa di un romanzo storico. La mia preferita, e non posso non ammetterlo – se non lo aveste già notato –, è I Promessi Sposi. Fin da bambina, veneravo quel grosso volume del ’58 edito Andò e Gigli di Palermo, che mia madre aveva esposto sulla mensola centrale della libreria in soggiorno.

Quando lo studiai per la prima volta, me ne innamorai ancora di più. Nel capitolo ventottesimo, Manzoni riassume la situazione all’indomani dei tumulti di san Martino. La miseria dilaga a Milano e gli esercizi commerciali stanno chiudendo. I mendicanti si riuniscono nel lazzeretto e le morti aumentano a dismisura: la situazione è critica e, soprattutto, realmente accaduta. La descrizione della carestia s’intreccia alla narrazione e alla vicenda dei due promessi sposi. Una particolare frase in questo capitolo, che molti già conosceranno, mi ha colpito.

«Ma noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani, e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi; sopportiamo, non rassegnati ma stupidi, il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile»

Questa riflessione sulle contraddizioni dei comportamenti umani, riassume la complicata natura dell’uomo, soprattutto se accostata a una vicenda reale. Gli espedienti narrativi di Manzoni sono, a parere mio, quelli che più si adattano al progetto del romanzo storico.

Vediamo insieme una delle possibili strutture:

  • Ritrovamento di un manoscritto antico da rielaborare – ancora, Manzoni.
  • Contaminazione con altri generi che danno lo spunto per rivivere epoche passate. Ad esempio, un viaggio nel tempo, l’inserimento di caratteri soprannaturali in uomini o donne di importante carattere storico e così via.
  • Allontanamento dal fatto storico con focus sull’epoca storica.
  • Ritrovamento di un diario o di un quaderno di disegni.
  • Rivisitazione della vita di un personaggio storico.

Insomma, esistono un sacco di varianti per la struttura di un romanzo storico.

Per quanto riguarda la prosa, anche qui, non esistono regole precise. Solitamente, si evita di narrare con la stessa tipologia di vocaboli utilizzati nell’epoca prescelta – si lascia che questo avvenga nei dialoghi – (a meno che non sia scritto in prima persona), ma si prediligono parole semplici, azzeccate e scattanti. Ovviamente, per mantenere l’atmosfera anche nella narrazione, si dovrebbero allontanare tutti quei termini troppo di gergo.

Ricorrere a tutti i sensi sarebbe l’ideale: non limitatevi a scrivere solo ciò che si vede, ma pensate agli odori, ai rumori e alle sensazioni. Ogni periodo e ogni luogo ha le proprie caratteristiche, per questo sarebbe strano sentire odore di gomme bruciate sull’asfalto nei primi del ’500.

***

Infine, ecco alcuni consigli di lettura (o ri–lettura), oltre i testi che ho citato sopra.

La cattedrale del mare

La Vucciria

Hitler

L’ultima legione

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Qui, qualche articolo che potrebbe interessarvi

Scrivere per Mestiere – come scrivere un saggio

Scrittura Creativa – il dialogo N.O.V.

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A presto,

Gloria

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5 pensieri su “Il romanzo storico: scrivere di realtà con fantasia

  1. Plumari Sebastiano Aurelio ha detto:

    Ho letto con grande interesse, il tuo articolo, io amo la storia e lo trovo assolutamente superbo, ovviamente in senso positivo…. non sono nessuno per criticare o per fare complimenti, ma sei davvero bravissima!
    🌹

    N.b. Forse mi hai dato l’input per scrivere un romanzo…..

    Sono ancora fermo alle Poesie😂😂😂

    Piace a 1 persona

    • Gloria Macaluso ha detto:

      Grazie mille, Sebastiano! 😊 Tengo sempre molto ai miei articoli e cerco di scrivere tutto ciò che conosco al riguardo, con qualche nuova ricerca che non guasta mai!
      Perché no? Io adoro i romanzi storici, potresti cimentarti in un genere completamente diverso dalla poesia!
      A presto!
      Gloria

      Piace a 1 persona

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