Editor gloria Macaluso

Editing: revisionare un romanzo – i personaggi

«Il personaggio deve essere creato sulla pagina, compiuto e vivo, il suo respiro deve condensarsi nell’aria» così, Oakley Hall descrive il processo di creazione di un personaggio. Non posso che condividere appieno questa semplice frase che racchiude in sé l’universo immenso della caratterizzazione.

Bene, ho finito il mio romanzo(o quasi) mi direte, e adesso? Prima di tutto vi consiglio di leggere l’articolo precedente: Editing – approccio alla scrittura. Così avrete la prima infarinatura sugli elementi per la revisione di un manoscritto. Dopodiché possiamo concentrarci sugli aspetti pratici dell’editing.

Prima della trama, a mio parere, è necessario analizzare i personaggi. Questo, per due semplici motivi:

  1. Il personaggio è la storia, non si discute. La sua caratterizzazione deve essere impeccabile, verosimile.
  2. Il personaggio movimenta e crea gli eventi o li vive, per cui prima si analizza la sua struttura, se è coerente o meno, e solo dopo si approfondiscono le situazioni e la loro successione logica, temporale e causale.

Iniziamo.

LA DESCRIZIONE FISICA

Potrebbe sembrare banale, ma mi è capitato di leggere (e scrivere!) testi in cui il nome di un personaggio perdeva improvvisamente una “t” oppure il colore dei suoi capelli cambiava da un capitolo all’altro.

L’importanza di una descrizione coerente viene spesso sottovalutata, poiché si tende ad approfondire di più le così dette “caratteristiche profonde” (che comunque occupano senza dubbio un ruolo di primo livello). Al contrario, la descrizione puramente fisica di un personaggio spesso primeggia nella sua caratterizzazione.

Per verificare che i vostri personaggi posseggano una descrizione fisica coerente, vi consiglio di utilizzare una scheda del personaggio. Ne esistono tantissime predefinite, ma potete svilupparle anche da soli.

Una volta che la scheda di testo sarà compilata, utilizzatela per assicurarvi che i vostri personaggi siano sempre uguali a loro stessi; se qualcuno cambia colore degli occhi, il lettore potrebbe cambiare libro!

Alla fine dell’articolo, potrete scaricare la scheda del personaggio che ho creato per le revisioni dei miei testi e per il lavoro di editing su altri manoscritti.

CARATTERE E PSICOLOGIA

Il personaggio è il destino di qualunque storia. La sua psicologia, pur evolvendosi, deve essere coerente e verosimile, deve rispecchiare il suo pensiero e viaggiare parallelamente alle sue azioni.

Cosa pensereste di un romanzo in cui il protagonista, fortemente terrorizzato dai luoghi stretti, decide senza alcun motivo di prendere l’ascensore piuttosto che le scale? Nei libri cerchiamo la coerenza, prima di tutto, poiché da buoni lettori vogliamo credere alla storia.

Per verificare che le caratteristiche psicologiche del vostro personaggio siano sempre in linea con il suo carattere e con le sue azioni, vi consiglio di:

  • Utilizzare la scheda del personaggioproprio come per la descrizione fisica e compilarla il più accuratamente possibile, scavando nel profondo di ogni attore della storia;
  • Analizzare le azioni che compie il personaggio e le reazioni agli eventi, chiedendovi se le sue risposte sono coerenti;
  • Dividere lo sviluppo e l’arco di trasformazione del personaggio in modo da comprendere quando il suo modo di fare si modifica e, da lì, estrarre il motivo per cui si modifica.

IL DIALOGO COME RIVELAZIONE

I dialoghi sono, a mio parere, i momenti in cui il personaggio può rivelarsi nel migliore dei modi. L’azione del parlare palesa parecchie cose riguardo alle caratteristiche dei vostri personaggi:

  • il grado di istruzione;
  • i tic;
  • il luogo dove è cresciuto;
  • il rapporto con la famiglia;
  • il suo senso dell’umorismo;
  • il suo grado di responsabilità;
  • ciò che pensa di sé stesso ecc.

Il dialogo è l’espediente più diretto per svelare la personalità degli individui che compongono la vostra storia; deve essere utilizzato per portare avanti la storia, in primis, e con questa, lo sviluppo di ogni personaggio.

Per verificare che i dialoghi scritti siano coerenti con le caratteristiche dei vostri protagonisti, vi consiglio di sottolineare tutte le scene parlate di uno dei vostri personaggi e rileggerle chiedendovi:

  • Ha sempre lo stesso modo di parlare?
  • La coerenza nelle risposte agli avvenimenti è palese?
  • Si rapporta sempre allo stesso modo con una persona? E se non lo fa, esiste un motivo?
  • Quando il conflitto è risolto, i sui dialoghi seguono la linea narrativa del superamento di un ostacolo?
  • Si arrabbia sempre nello stesso modo? E se non lo fa, perché?
  • Sorride nello stesso modo?
  • Il suo tono è riconoscibile?
  • Si distingue bene dagli altri personaggi?
  • Usa intercalari?
  • I suoi tic sono riconoscibili?

MODI DI FARE E MONOLOGHI INTERIORI

I personaggi sono tanto più verosimili, quanto i loro atteggiamenti tendono a ripetersi con costanza e coerenza. Non intendo certo dire che il personaggio deve ripetere in ogni pagina il rito della toilette o la colazione con caffè e brioche, ma le sue azioni intese come atteggiamenti e modi di fare devono sempre rispecchiare la sua personalità e psicologia.

Riproponendo l’esempio precedente, un personaggio che teme gli spazi angusti, opterà per le scale piuttosto che per l’ascensore, ma se la voglia di incontrare la sua amata è più forte della paura, sceglierà l’ascensore, magari restando in uno stato d’ansia per i due minuti che separano il piano terra dal decimo piano. 

Tutto dipende dal grado di intensità di un certo tipo di caratteristica: l’istinto di sopravvivenza è più forte della paura, per cui un personaggio terrorizzato dall’acqua si butterà comunque in mare se la sua barca sta affondando. 

Negli atteggiamenti e nelle reazioni coerenti alla personalità, prende posto il monologo interiore. Questo espediente narrativo caratterizza il personaggio quasi quanto il dialogo: ciò su cui o per cui riflette è di fondamentale importanza per la rivelazione della sua psicologia.

Anche in questo caso, potete revisionare il vostro personaggio con l’utilizzo della scheda di testoNel processo di editing, ancora, si può intervenire su questi aspetti in diversi modi:

  • Rileggete tutti i monologhi/riflessioni di un personaggio e assicuratevi che i suoi pensieri siano sempre corrispondenti alle sue azioni; se non lo sono ci deve essere un motivo impellente e credibile.
  • Il vostro personaggio si sviluppa e cambia, come è giusto che sia, ma deve mantenere un certo livello di compattezza: disegnate un cerchio e suddividetelo in quattro parti scrivendo in ogni fetta il cambiamento che il vostro personaggio affronta; l’ultima fetta deve racchiudere le caratteristiche di partenza, modificate secondo lo svolgimento della storia, ma sempre coerenti con la sua personalità.
  • Utilizzate il cambiamento interiore per verificare che l’arco di trasformazione del personaggio si sia compiuto; ogni protagonista deve vivere un conflitto e superarlo e sappiamo che nessuno esce illeso o perfettamente uguale a prima dopo un conflitto.

Conclusioni. In questo articolo ho utilizzato parecchie volte la parola “coerenza” e non a caso: questa è la legge per ogni personaggio verosimile. Al contrario di quanto molti pensano, la coerenza non è sinonimo di noia ma di realtà: se non è presente, il lettore si sentirà preso in giro e potrà supporre che l’autore non sia stato in grado di strutturare un personaggio con tutte le caratteristiche di una persona reale. I vostri protagonisti possono essere gli individui più bizzarri del mondo, possono cambiare idea in continuazione, vivere avventure, fare cose folli, ma devono rispettare la loro natura e dare sempre risposte alle proprie azioni; risposte coerenti, appunto.

_____________________________________________

Qui sotto, la scheda del personaggio che utilizzo da sempre, sia per la scrittura che per il lavoro di editing su altri manoscritti. Ammetto che è un po’ lunga da compilare, ma ne vale la pensa se volete approfondire la conoscenza dei vostri protagonisti! Fatemi sapere cosa ne pensate!

Scheda del Personaggio – ©Gloria Macaluso

Qui, l’articolo sulla caratterizzazione: Scrittura Creativa – caratterizzare i personaggi 1

Qui, la pagina in cui raccolgo tutti gli articoli di scrittura: Scrittura Creativa

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A presto, Gloria

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47 pensieri su “Editing: revisionare un romanzo – i personaggi

  1. Transit ha detto:

    Scrivere, scrivere e scrivere. Poi, lavorare nell’editing. Scrivere è un laboratorio artigianale in cui ci si esercita giorno per giorno(compresa la notte quando improvvisamente ti svegli e si è colti da una frase o da un passaggio per un racconto e altro.), per cui non esiste che all’improvviso si è colti dall’ispirazione e dal genio creativo. La scrittura è lavorare giorno dopo giorno. Con amore e piacere. E dal lavoro(e dalla lettura) che nascono tante idee da scrivere e affinare con la ripetizione e l’editing.

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  2. Vittorio Tatti ha detto:

    La scheda è molto bella e particolareggiata; è faticoso compilarla, quando ci sono tanti personaggi in gioco?
    Personalmente salto quasi sempre la descrizione fisica, a meno che non si distanzi molto dall’antropomorfo medio; approfondisco maggiormente il carattere, perché è quello a rendere unici i personaggi.

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  3. Tiziana ha detto:

    Molto interessante e utile. Grazie.
    Ti segnalo un errore:
    un personaggio che teme gli spazi angusti, opterà per l’ascensore piuttosto che per le scale, ma se la voglia di incontrare la sua amata è più forte della paura, sceglierà l’ascensore.
    Correzione: un personaggio che teme gli spazi angusti, opterà per le scale piuttosto che per l’ascensore*
    A presto!

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  4. ehipenny ha detto:

    Forse è per questo che non sono mai riuscita a portare a termine un romanzo… non ho pazienza, seguo sempre il flusso dei pensieri, ma i pensieri possono essere incoerenti tra loro ed io nemmeno me ne accorgerei 😅

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  5. Il Palombaro — Immersività blog ha detto:

    Brava, Gloria! Ottimo post! Io per il protagonista (o i protagonisti) utilizzo l’Arco di Trasformazione del Personaggio di Dara Marks, in modo da delineare il processo di trasformazione interiore e, con esso, il difetto fatale e i tratti secondari. Ne parlo anche sul blog. Per gli altri personaggi, invece, mi piace applicare il metodo che utilizzano i mangaka, soprattutto quando di personaggi ce ne sono parecchi: ognuno deve differenziarsi dall’altro nella silhouette. In termini narrativi, do a ciascun personaggio dei contorni fisici e delle peculiarità caratteriali che lo definiscano immediatamente. Per esempio, lato fisico: un naso sproporzionato, la testa a cono ecc; lato caratteriale: sempre solare, fissato con le donne (laido), taciturno ma fegatoso e così via. Il modo di parlare (zeppola, volgarità) e il tic (arricciare il naso, sgranare gli occhi) sono altrettanto importanti. Infine, ogni nome deve avere un suono differente e deve iniziare con sillabe diverse, così da non confondere i lettori.
    È un metodo efficace, secondo me, sebbene si rischino caricature o figure inverosimilmente piatte. Perciò, dietro l’immediata apparenza, deve esserci almeno un po’ di sostanza…

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    • Gloria ha detto:

      Grazie Mille!
      Il metodo dei mangaka non mi era pervenuto, ma mi sembra davvero ottimo! Dopotutto, i personaggi secondari si differenziano proprio per questi “particolari”. Sono d’accordo anche per quanto riguarda il rischio delle caricature, anche se per alcuni personaggi ci può stare un’eccessiva stravaganza!
      Per quanto riguarda l’arco di trasformazione, anche io ho letto Dara Marks, e ho adorato anche L’eroe dai mille volti di Campbell e Il viaggio dell’eroe di Vogler!

      Piace a 1 persona

  6. Katy ha detto:

    Quindi anche tu sei in fase editing (io ho quasi finito, grazie al cielo. Non ce la faccio più 🙂 )! Per la scheda io utilizzo un altro metodo, quello insegnatomi dal mio teacher inglese, che sono le 25 domande. Si tratta di venticinque domande molto personali da fare ai propri personaggi. Le risposte fanno emergere da sé il carattere e la storia. Dovrei farne un articolo, ora che ci penso 🙂

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    • Gloria ha detto:

      Foglie d’erba di Whitman, un classico spesso snobbato! Fiore di poesia di Alda Merini, la Gioia di scrivere di Szymborska, sicuramente!
      I classici: Baudelaire, Tasso, Dante!
      E una nuova scoperta, Milk and Honey della Kaur, di cui è uscito anche The Sun and her flowers:D

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      • Gloria ha detto:

        Ah! Scusa, avevo capito male!

        Be’, l’editing nella poesia è sempre un azzardo, secondo me. Questo dipende anche dal tipo di poesia che si affronta. Emozionale? Strutturata? Romantica? Erotica? Verosimile? Fantastica? Come sono le rime?
        Ci sarebbe tanto di cui discutere!
        Credo che alcune cose vadano lasciate inviolate, nei romanzi e ancor di più nella poesia, ma ovviamente si può lavorare.

        Ad esempio, evitando le cacofonie, le parole ripetute senza ritmo, gli enjambement privi di senso, che tolgono solo il piacere della lettura.
        Poi tutto il discorso stilistico e tematico: di cosa parla questa poesia? Trasmette davvero ciò che intendeva l’autore? Le parole sono usate correttamente? Lo stile è ermetico oppure no? Le rime concordano? Si vogliono utilizzare? Qual è la premessa? Il tema è spiegato?
        Insomma, anche qui il discorso è lungo!

        Comunque, dato che ho tirato in ballo le letture, mi permetto di dire che nella narrativa come nella poesia, leggere ciò che si vuole scrivere aiuta sempre! Cosa hai letto dei titoli che ho proposto?

        A presto!
        Gloria

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  7. Dalila Porta ha detto:

    La coerenza è indispensabile per creare personaggi realistici e per strutturare bene la trama. Capita di trovare romanzi nei quali dei personaggi hanno delle caratteristiche che si portano dietro per tipo 250 pagine, e poi di punto in bianco le perdono. Come se fosse possibile cambiare dopo una bella dormita.

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