Guida all’editoria – il viaggio del vostro manoscritto

«I miei libri devono nascere vecchi, fatti per durare» diceva Giulio Einaudi alle soglie del nuovo secolo. E noi adesso ci siamo dentro, dentro il nuovo secolo, incespicando nella fitta rete dell’editoria, non capendo mai cosa si faccia prima e cosa si faccia dopo. Non è un universo semplice quello dell’editoria, ma quale universo lo è?

Questa piccola guida vuole tentare di fare chiarezza in mezzo alle domande dei giovani autori, le speranze e a volte, ahimè, le illusioni.

Partiamo.

LE FIGURE PROFESSIONALI DI UNA CASA EDITRICE

Editore – l’editore è l’ultima tappa del vostro romanzo. La figura che controlla la produzione e il bilancio aziendale. Questa figura, se si tratta di Case Editrici di grandi dimensioni, non è per forza riconducibile al sig. Mondadori o al sig. Einaudi, appunto. Ma può avere un sostituto, chi per lui svolge il suo compito.

Direttore Editoriale – questa ombra, spesso sottovalutata, rappresenta l’idea stessa che sta dietro alla Casa Editrice. Colloca la filosofia di una collana o di una sezione e ne accresce il numero, o ne sviluppa il pensiero, attraverso nuovi manoscritti. Spesso è affiancato dalla figura del Direttore di Collana, che, appunto, colloca i manoscritti nella sezione inerente. Il Direttore editoriale, a seconda della grandezza di una CE, può essere il primo a metter mano alla vostra opera o il penultimo. Bella differenza, eh?

Consulente Editoriale – il temuto “critico” dei manoscritti, colui che sentenzia sulla possibilità di vendita, sul rapporto manoscritto/società, sull’ipotesi boom o flop ecc. Molto spesso, il consulente editoriale effettua un’approfondita analisi sul vostro manoscritto e ne presenta i risultati a chi di dovere (Direttore editoriale, Editore). Il consulente non è quasi mai un unico individuo; spesso sono vari specialisti di settore che analizzano le opere a seconda della loro specializzazione (opere storiche, fantasy, sociali ecc).

Redattore – la figura del redattore segue le fasi di sviluppo del dattiloscritto e lo trasforma da semplice scrittura word in un’opera vera e propria. Molto spesso, si affiancano a questa figura quelle del Grafico, dell’Editor e del Correttore di Bozze.

Ufficio Marketing – le sentinelle di questa sezione, analizzano i trend del mercato e li riferiscono al Direttore Editoriale, così che anch’egli possa farsi un’idea delle tendenze. Inoltre, gli addetti all’Ufficio marketing sondano le varie possibilità di pubblicizzazione, promozione ecc.

Agente Letterario / Talent Scout – molti editori non hanno più riserve nel pubblicare libri già presenti sul mercato (self-publish, concorsi letterari ecc). Perciò si servono di figure che vanno alla ricerca di nuovi talenti o di Agenzie che ricevono manoscritti al loro posto. Queste figure, molto spesso, sono le prime con cui un aspirante scrittore entra in contatto.

Ovviamente, la presenza o meno delle categoria sopraelencate dipende dalla grandezza e complessità della casa editrice. Alcune figure si possono inglobare, altre sono inevitabilmente necessarie. Esistono molte altre personalità all’interno, dietro e ai lati di una casa editrice; qui ho voluto riassumere le principali, quelle che non mancheranno.

VALUTAZIONE EDITORIALE: SÌ O NO?

La valutazione editoriale è il momento in cui il vostro manoscritto viene, appunto, valutato. A seconda dell’ampiezza della casa editrice, si potranno occupare di un’opera fresca uno o più persone.

In primo luogo, e senza troppi giri di parole, gli addetti alla valutazione analizzeranno il vostro manoscritto a seconda delle loro tempistiche, del numero di opere di quel genere, del bilancio di vendita di quel tipo di libri, dei titoli già pubblicati in quell’ambito, delle collane che potrebbero ospitarlo e della sua effettiva vendibilità. La valutazione di marketing, quindi è al primo posto o a pari merito con la valutazione dello scritto vero e proprio.

Se il manoscritto risulta compatibile con le caratteristiche sopra dette, allora il testo passa alla valutazione editoriale profonda:

  1. Presentazione. A nessuno piace ricevere messaggi “copia – incolla”, figuriamoci agli editori. La presentazione, a partire dall’e-mail, è fondamentale per fare una buona impressione. Un’e-mail curata farà la sua figura, assicurato. Se, invece, il vostro manoscritto si imbarca nelle varie macchine postali, una buona presentazione potrebbe essere tenuta in considerazione ancora di più.
  2. Biografia e Sinossi. Per quanto riguarda questi due pilastri di una buona presentazione, si potrebbe parlarne all’infinito. Per ora, è meglio ribadire che la presentazione di una biografia veritiera e di una sinossi semplice sono un punto a favore. Sempre.
  3. Presentazione cartelle. Evitate le greche delle piastrelle da toilette. Una buona cartella editoriale è semplice, chiara e pulita. Molti editori hanno regole ben precise al riguardo, informatevi.
  4. Prime pagine. Ebbene, sì. Le temute prime pagine (forse righe), che ogni autore modifica e rimodifica sperando di farsi pubblicare, sono l’ago della bilancia. Anche qui, l’incipit avrà modo di essere meglio spiegato, ma per adesso è bene dire che l’inizio di un romanzo deve rimanere impressionato nella mente di chi lo legge.
  5. Lettura complessiva. Se il vostro manoscritto ha superato i primi quattro esami, allora verrà sottoposto a una lettura complessiva. Ahimè, qui il gioco si fa duro. Attenzione ai refusi, sono odiati da tutti. La grammatica perfetta non è un optional, è di serie, come il motore di un’automobile.

Piccolo appunto. La vostra opera, per quanto amata e sudata, non sarà mai perfetta. Qui entra in gioco l’editor, la figura interna alla casa editrice che si occupa della revisione del testo. Può affiancare l’autore nel corso della revisione. Sfronderà parecchie parole, frasi e capitoli interi.

DISTRIBUZIONE

Il vostro manoscritto è stato pubblicato, ottimo! Ma è solo l’inizio. Il lavoro di una Casa Editrice che si rispetti non è solo quello di dare il via alle danze di un’opera, né solo quello di stampare un libro (per questo esistono i tipografi – e anche qui il discorso si fa lungo e complicato, ma siamo già fuori tema). La distribuzione e la promozione di un’opera inedita è il pane quotidiano di ogni buona Casa Editrice.

Il rapporto tra Editore e Distributore non è sempre rose e fiori, e non si può certo dire che sia una semplice corrispondenza. Le librerie o le piattaforme web sono migliaia e questo significa che l’Editore deve saper scegliere a quale di queste migliaia affidare la vostra opera.

Oltre alla distribuzione, l’elemento chiave per le vendite di un libro è la promozione: eventi, pubblicità, recensioni e interviste.

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Conclusioni. Questa guida non presenta né percentuali, né calcoli. Ho letto molti articoli in cui le Case Editrici sono spiegate, per così dire, a numeri. Non ho voluto farlo anche io e la motivazione è semplice: l’editoria è un mercato, un mercato vero e proprio che valuta prezzi, offerte e bisogni. Le considerazioni che la penalizzano sono tanto vere quanto ipocrite: se una grande Casa Editrice pubblica il primo romanzetto di poesia da Youtuber, non è perché vuole indirizzare il lettore, ma perché è il lettore che lo richiede. E la CE fa il suo lavoro, lavoro per cui deve ottenere un guadagno. Vi è mai capitato che al supermercato la cassiera vi obblighi ad acquistare i broccoli se voi volete la Nutella? No, ne sono certa.

Credo che l’esame di coscienza sia richiesto ai lettori e non alle Case Editrici. Perciò se avete scritto un buon romanzo e siete convinti che possa aggiungere profondità alle letture di questo Paese, non fatevi intimorire da chi vi dice che è impossibile. Ma soprattutto siate dei bravi lettori, dei lettori veri.

A presto,

Gloria

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Il mio precedente articolo: Scrittura Creativa – l’importanza degli antefatti

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9 pensieri su “Guida all’editoria – il viaggio del vostro manoscritto

  1. Il Palombaro — Immersività blog ha detto:

    Ottimo articolo! Ma non sono del tutto d’accordo con te riguardo alle colpe delle CE. Pubblicare un vip che non sa scrivere significa guadagnare nell’immediato e… basta. Significa abbassare drasticamente il livello delle proprie pubblicazioni; significa deludere le aspettative dei lettori affezionati alla CE in questione; significa subire un danno di immagine e prestigio dal punto di vista letterario e, quindi, di marketing; significa immettere nel mercato un prodotto che venderà qualcosa all’inizio e poi cesserà di esistere. Eccetera. In Italia i soliti, strafamosi gruppi editoriali cannibalizzano il mercato, perciò possono permetterselo; non devono, in altre parole, tener conto di alcunché. Pensa se, al contrario, una media o piccola CE si comportasse così. Cosa ne sarebbe di Iperborea o di Adelphi, per esempio?

    Piace a 1 persona

    • Gloria ha detto:

      Ciao! Sono pienamente d’accordo con te! Non ho esonerato le case editrici dalle loro colpe, sono la prima a dire che si tratta di un mercato molto volubile, incline al guadagno immediato! Ho, però, spostato l’attenzione anche sulla richiesta, che è parte fondante si qualsiasi mercato: i lettori chiedono un certo tipo di libro, purtroppo. E quelli come noi rimangono delusi. Per il resto sono d’accordissimo con te! Grazie per il commento, sono sempre felice di leggere belle opinioni ☺️

      Piace a 1 persona

      • Il Palombaro — Immersività blog ha detto:

        Hai ragione. Mi è capitato di aprire, per esempio, il libro di Ciccio Gamer e quello di Francesco Sole. Anche solo leggendo il formato si capisce che sono indirizzati esclusivamente al fandom, cioè ai mocciosi che comprerebbero pure i calzini sporchi degli individui citati. È la triste realtà.
        Grazie a te dell’articolo 🙂

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