Punteggiatura Emozionale: anche le virgole fanno piangere

Può capitare che l’uso dei segni grafici di interpunzione confonda le idee al lettore. Mi è accaduto parecchie volte: innervosirmi di fronte a una frase che aveva una virgola nel posto sbagliato. A quel punto, l’unica soluzione era fermarsi e capire quale fosse il posto giusto in cui spostare proprio quella virgola. Questo bloccava la lettura e non la rendeva per nulla piacevole.

Perciò ho deciso di parlare dell’importanza della punteggiatura stilistica o, come la chiamo io, emozionale.

Intanto, i principi elementari di una buona punteggiatura.

Frazionare o segmentare una frase

Per facilitare la comprensione di una frase si possono utilizzare elementi che ne frazionano o segmentano il significato. Ad esempio:

  1. Le donne che non avevano avuto figli si rimisero al lavoro
  2. Le donne, che non avevano avuto figli, si rimisero al lavoro

Nel primo caso si evince che solo alcune donne (quelle che non avevano avuto figli), si rimettono al lavoro. Nell’esempio numero 2, invece, l’inciso fa intendere che tutte le donne si rimettono al lavoro, e lo fa intendere proprio nello spazio tra quelle due virgole: che non avevano avuto figli.

La Sintassi che facilita la frase

Il rapporto tra due frasi è elaborato sintatticamente e ne chiarisce la coordinazione e subordinazione. Ad esempio:

  1. La ragazza attese davanti all’edificio; non vedendo arrivare l’amica, entrò.
  2. L’uomo si rigirò nelle lenzuola per almeno un’ora; non riuscendo a prendere sonno, si alzò. 

In questi due casi il punto e virgola scandisce non solo le azioni dei personaggi, ma anche la successione temporale degli eventi.

Emozioni e Intonazioni della frase

I segni emozionali sono tra i più abusati (punto esclamativo, punto interrogativo e puntini di sospensione). A mio parere dovremmo esserne più avari e puntare sull’emozione che esprime la parola, non sull’emozione data dai segni grafici. Ma riporto comunque un esempio lampante:

  1. Hai visto!
  2. Hai visto?
  3. Hai visto…

Ecco, dai segni di interpunzione riusciamo a capire sia l’intonazione sia l’espressione emotiva della frase.

________________________________________

Fin qui ho trattato delle basi, le fondamenta per la costruzione di una frase. Ma la punteggiatura, spesso ignorata, può regalare un grado di emotività impressionante a ogni frase. Vi faccio un altro esempio per capirci meglio:

  1. Eleonora era stesa a terra e mentre punzecchiava una coccinella con le dita una lacrima le scese dall’occhio destro
  2. Eleonora era stesa a terra e, mentre punzecchiava una coccinella con le dita, una lacrima le scese dall’occhio destro.

La seconda frase è decisamente più impressionante (nel senso originario di impressione), e dà al lettore una visione differente, più profonda se vogliamo, e carica di emotività. Cosa è bastato? Un bell’inciso messo nel punto giusto.

La punteggiatura è uno tra i tanti attrezzi del mestiere dello scrittore. Purtroppo non è molto discussa se non in forma puramente grammaticale. Molti esordienti la prendono come un dato di fatto, qualcosa su cui non si sentono in dovere di lavorare. Al contrario, credo che la punteggiatura possa donare molto più di quanto si pensi. Lo stile è dato dal ritmo e il ritmo è dato dalla punteggiatura, perciò una buona punteggiatura darà un buon ritmo e questo è uno degli aspetti più valutati di un’opera.

Inoltre, le case editrici tradizionali seguono un certo stile in fatto di punteggiatura e segni grafici: ogni editore ha una propria mentalità in riguardo e l’uso corretto dei segni di interpunzione dà una marcia in più. Così come l’uso corretto della grammatica, ovvio.

E voi? Le vostre frasi posseggono la punteggiatura emozionale?

A presto,

Gloria

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© Immagine di Gloria Macaluso

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18 pensieri su “Punteggiatura Emozionale: anche le virgole fanno piangere

  1. Vittorio Tatti ha detto:

    Ogni partito politico dovrebbe includere, nel proprio programma, almeno due punti: disintossicazione da social network e utilizzo corretto della grammatica.
    Faccio il possibile per rimanere aggiornato sull’evoluzione della lingua italiana, utilizzo della punteggiatura incluso; c’è chi è più propenso alla scrittura di periodi lunghi e chi preferisce un’accurata frammentazione (a patto che non snaturi il significato della frase).
    Io, anche quando si tratta di punteggiatura, mi limito a seguire l’istinto, quindi diciamo questo: dipende dai casi.

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    • Gloria ha detto:

      Pienamente d’accordo con i punti da includere! 😌 Per me la punteggiatura è come un’immagine sacra! Deve essere corretta a seconda del senso che si vuole dare alla frase. A differenza della grammatica che stabilisce regole fisse, la punteggiatura dà aria di interpretazione. Solo fino a un certo punto! Grazie per il commento, Vittorio!

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    • Gloria ha detto:

      Ciao Asia! Anch’io utilizzo i punti esclamativi molto spesso, ma solo nelle risposte o comunque nei messaggi. All’interno di un testo, a dirla tutta, mi infastidiscono! Grazie per il commento, a presto! 😊

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  2. Il Palombaro — Immersività blog ha detto:

    È una mia deformazione, lo ammetto, ma io adoro la “e” congiunzione subito dopo la virgola o il punto. Specifico, per chi non lo sapesse, che non si tratta di un errore. Es: la punteggiatura è importante per dare il ritmo desiderato al testo, perciò le regole devono consentire una certa flessibilità di utilizzo. E di stile.

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  3. Katy ha detto:

    Penso la stessa cosa. Mi è capitato ultimamente di leggere alcuni testi che non avevano la benché minima idea di come utilizzare la punteggiatura e della sua importanza. Ogni tanto bisognerebbe ripartire proprio dalle basi! 🙂

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