Come far diventare la scrittura un’abitudine

ALT! Non esiste un incantesimo che ti inchioda alla tastiera e ti spinge a scrivere un libro in un giorno, chi lo promette o è un truffatore o un folle.

In questa guida voglio riassumere le buone abitudini che aiutano a far diventare la scrittura, appunto, un’abitudine. Sana, s’intende, non una costrizione.

Se sei finito su quest’articolo, probabilmente sei alla ricerca di qualche ispirazione o consiglio. Hai un blocco? Non riesci più a scrivere? In tal caso clicca qui. Se invece stai solo cercando delle buone indicazioni per creare una writing-routine, continua la lettura!

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– QUANDO SCRIVERE –

Molti autori seguono una routine serrata dai ritmi definiti. Conosco parecchie persone che affermano «Io mi siedo al computer alle 09:00 e non mi alzo prima delle 12:00». Be’, magnifico, se non avete un altro lavoro. La maggior parte degli scrittori (non facciamo gli ipocriti!) non ha nessun orario. Certo, alcuni hanno preferenze, ad esempio c’è chi adora scrivere appena sveglio, quando i sogni sono ancora lì a fare capolino nella mente, e c’è chi invece preferisce scrivere a notte fonda, mentre nessuno disturba e la calma avvolge ogni cosa. Io, ad esempio, amo scrivere nel tardo pomeriggio, più o meno tra le 16:00 e le 19:00, ma è tutta questione di gusti personali.

Il punto è: quando è meglio scrivere? Nemmeno per questa domanda esiste un incantesimo, purtroppo. C’è chi ha la naturale propensione a scrivere sempre, qualsiasi cosa, in qualunque momento. Ma la maggior parte degli autori non sono così fortunati. Se poi si tratta di una scrittura progettata (ad esempio se state lavorando a un solo romanzo) allora il problema è doppio. Scrivere quando arriva l’ispirazione è come aspettare di vincere alla lotteria. L’ispirazione vien mangiando, o meglio, scrivendo. Il momento più opportuno per farlo è adesso. Qualsiasi momento di libertà dai doveri quotidiani è un buon momento per scrivere, se non l’unico.

– ORGANIZZARE –

Lo so, la sola parola è noiosa e l’avrete letta migliaia di volte. Ma non mi stancherò mai di ripetere quanto sia fondamentale l’organizzazione. Se volete che la scrittura diventi un’abitudine (e non solo uno sprazzo di luce che capita una volta al mese) dovete essere capaci di organizzare i contenuti, i tempi e il grado di attività.

So che questo può sembrare in contraddizione con il punto precedente che pare voler dire “Scrivi dappertutto, fregatene”, ma il ragionamento non è lo stesso: trovare il tempo per pianificare la vostra scrittura renderà il processo di abitudine più semplice. Ricavate un paio d’ore alla settimana per pianificare gli argomenti (se il vostro obiettivo è la stesura di diversi articoli) oppure per formare tappe di scene da inserire nel vostro romanzo. L’organizzazione intesa come pianificazione è uno tra i migliori attrezzi del mestiere dello scrittore. 

– NON-EDITARE –

Questo è un consiglio spassionato. La scrittura deve essere prima di tutto un piacere (soggettivo, s’intende). Non torturatevi correggendo ogni parola dopo averla scritta, per l’editing ci sarà tempo.

Vi chiederete cosa c’entra questo con l’abitudine. Be’, per esperienza personale posso dirvi che se avete l’abitudine di correggere ogni virgola nel giro di un paragrafo (o meno!), la voglia di scrivere crollerà a picco e, come è giusto che sia, le abitudini non devono essere stressanti.

– AMBIENTE –

Infine, scegliete bene il vostro ambiente di lavoro. Pochi hanno la possibilità di avere una Stanza tutta per sé, come professava la mia adorata Virginia Woolf. Perciò, cercate un piccolo angolo per voi (il posto preferito sul divano, un cuscino, una scrivania) e fate diventare quell’angolo il vostro harem di scrittura.

Alcuni preferiscono uscire fuori casa, andare al parco o in un bar (se vivete in città!), ma non potrete sempre ricavare tanto tempo. Il mio consiglio è quello di avere due, massimo tre posti in cui scrivere. Io, ad esempio, ho la fortuna di avere una bella scrivania nella mia stanza, ma a volte, quando il tempo lo permette, mi siedo sul portico affacciato in giardino oppure trasloco fogli volanti e un mini computer a casa del mio fidanzato. Questi, i miei tre posti di scrittura.

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Qual è la vostra abitudine di scrittura?

Spero che questi pochi consigli vi abbiano aiutato!

Se volete passare sul mio sito di Editing siete i benvenuti (cliccate qui); inoltre vi aspetta una prova gratuita di revisione su 7 cartelle manoscritte (cliccate qui), scrivetemi!

Qui il mio precedente articolo: La voce del personaggio.

A presto,

Gloria

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21 pensieri su “Come far diventare la scrittura un’abitudine

  1. Vittorio Tatti ha detto:

    Ho provato a impormi un orario, ma ho ottenuto il solo risultato di odiare il programma prestabilito, così ho lasciato perdere.
    Adesso scrivo quando e per quanto voglio, seguendo unicamente il mio umore; nessuno mi paga per farlo, quindi non vedo il motivo di costringermi a inutili torture creative.

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    • Gloria ha detto:

      Ciao Vittorio! Sono d’accordo con te. Anche io ho tentato di stabilire un orario fisso, con l’unico risultato di farmi assalire dall’ansia per tutta la mezz’ora precedente. E adesso cosa scrivo? Non mi viene in mente nulla! Devo farlo per forza, mi dicevo. Poi, piano piano, ho iniziato a capire che nessuno mi inseguiva e che l’amore che mettevo nello scrivere dovevo metterlo per davvero. Da quel momento ho selezionato i momenti migliori (che non devono essere per forza momenti stabiliti) per la scrittura e questa è davvero diventata un’abitudine di cui non posso privarmi! Grazie per il commento, a presto!

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  2. Tundre ha detto:

    Potessero darmi una giornata di 48 ore.
    A breve ricominceranno le lezioni. Questo vuol dire svegliarsi presto, studiare, cucinare, lavare, pagare le bollette… Riesco a malapena a scrivere i miei articoli, proprio perché sfrutto ogni momento libero a disposizione. Però il mio romanzo (o meglio, i numerosi progetti che ho in mente) sono in standby, poiché richiedono troppo sforzo mentale, soprattutto dopo una giornata in cui non ho mai staccato la spina. Proverò a scrivere senza editare: lo ammetto, quello è il mio più grande difetto 😛
    Comunque davvero molto brava, leggo sempre con interesse tutti i tuoi articoli 🙂

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    • Gloria ha detto:

      Grazie mille! Anch’io sono in ansia per l’inizio delle lezioni 😅però ti assicuro che non editare velocizza di molto tutto il processo! Io ero davvero fissata su ogni parola, ma quando ho imparato a scrivere “di getto” sono riuscita a organizzare meglio il mio tempo! Grazie per il commento, sono felice che i miei articoli possano aiutare 😊 A presto, Gloria

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    • Gloria ha detto:

      Be’, questo dipende da cosa intendi per atto creativo e credo davvero che sia una definizione troppo privata e personale per trattarla. Io vedo l’abitudine di scrivere come il culmine del mio atto creativo, l’abitudine di prepararmi una tazza di tè, di accendermi una sigaretta, di rileggere ciò che ho scritto il giorno prima. Questo per me, ovviamente. Grazie per il tuo commento, mi piace che ci siano idee differenti!

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  3. Raffaele Abbate ha detto:

    ho letto ed ho apprezzato, ho il mio stile e le mie abitudini che funzionano, ho iniziato a scrivere professionalmente dal 2003 (quando sono andato in pensione) ed ho già pubblicato 4 libri (con editore non a pagamento). Il numero 5 è in editing presso il mio editore. Le idee mi vengono nei posti e nei momenti più impensati ed ho preso l’abitudine di annotarle sul mio taccuino nero Moleskine a futura memoria

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      • Raffaele Abbate ha detto:

        Voglio aggiungere questa mia considerazione:
        Il narratore deve avere un dono che si può definire prendendo esempio da altre arti , la “penna assoluta”

        Nella musica l’orecchio assoluto è la capacità di identificare perfettamente una nota senza nessun riferimento sonoro, anche dopo averla sentita una sola volta, è un talento naturale.

        Nell’arte fotografica c’è un talento simile, l’occhio assoluto, chi lo ha si guarda intorno e di quello che vede determina d’istinto quale devono essere il tempo di esposizione, l’apertura del diaframma della macchina fotografica e quale deve essere il taglio ottimale dell’inquadratura per rappresentare la realtà e l’interpretazione di questa realtà.

        Nella scrittura la penna assoluta consiste nella capacità di scegliere di intuito in una serie di fatti/avvenimenti solo le parti che reclamano una storia, quelle che nascondono un universo dietro un’immagine o un pensiero, insomma narrare solo le parti che meritano di essere raccontate.

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      • Gloria ha detto:

        Mia madre mi ha trasmesso l’amore per la scrittura; non so se io abbia ereditato anche la penna assoluta, come dici tu, ma spero di sì! C’è da dire, comunque, che sono una grande sostenitrice dello sviluppo, degli studio e della ricerca! Per me l’esperienza è anche frutto di duro lavoro ☺️

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      • Raffaele Abbate ha detto:

        è ovvio : studio, studio, studio, tante buone letture e tanta ricerca.
        Nella stesura di un qualsiasi romanzo./ racconto è necessaria la identificazione del contesto storico nel quale si svolge la storia.
        Gli eventi storici influenzano e determinano le azioni dei personaggi in gioco
        Identificare e descrivere i luoghi dove si svolge la vicenda è essenziale per l’efficacia della storia narrata. Quel ramo del lago di Como è l’inizio coinvolgente di una storia indimenticabile.
        Queste due fasi del quando e del dove comportano un lavoro di ricerca approfondita.

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      • Gloria ha detto:

        Pienamente d’accordo!
        Grazie per i tuoi commenti, si capisce subito che hai molta esperienza e che la scrittura è per te una forte passione!

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      • Raffaele Abbate ha detto:

        4 libri già pubblicati , il numero 5 (sistema binario) è in editing presso il mio editore, uscirà in autunno . Ed ho finito da poco il numero 6 (il ballerino di via delle vergini) . Per occupare il tempo mi diverto con il blog

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