Il blocco dello scrittore

Non so cosa scrivere oggi.

Penso che tutti gli scrittori abbiano pronunciato questa frase. Ci sediamo a lavorare su un progetto, apriamo il nostro programma di scrittura e fissiamo il cursore lampeggiante, muovendolo frenetico da una parte all’altra dello schermo. Ma le parole non arrivano.

Ci passiamo una mano tra i capelli, accendiamo una sigaretta, ci grattiamo il naso, indossiamo il nostro pigiama o quella sciarpa tanto calda. Passa un minuto. E un altro. Niente.

Ah, sì! Ispirazione! Abbiamo bisogno di ispirazione!

Quindi, ci colleghiamo a un sito con delle belle immagini o al nostro blog preferito. Apriamo libri letti e stra-letti di scrittura creativa, cerchiamo i passi preferiti dei romanzi che adoriamo, scaviamo nelle vecchie librerie per aprire quelle pagine che abbiamo sempre ammirato. Oppure rileggiamo il nostro lavoro, correggiamo i refusi, analizziamo la trama, i personaggi, la struttura e gli ambienti. E così inizia la procrastinazione.

Più spesso di quanto vorremmo ammettere, questa spirale di procrastinazione si rivela mortale. Non importa quello che facciamo, a quanto pare, le parole non arriveranno. Quindi ci arrendiamo. Ci convinciamo che faremo meglio domani. Scriveremo qualcosa domani.

Suona familiare?

Così ci arrendiamo senza combattere. Ed è quello che ogni scrittore (tutti, nessuno escluso) prova almeno una volta nella sua vita. Come rimediare?

Senza aspettative, nessuna pressione: cominciamo a scrivere. Scriviamo semplicemente quello che ci passa per la testa in quel dato momento. Basta una scintilla per accendere un fuoco. La verità è che non esiste una magica ricetta per trovare la tanto agognata ispirazione. La verità è che servirà a poco e niente guardare belle immagini o sfogliare romanzi ed enciclopedie. Una casa, così come un romanzo, non si costruisce da sola. Abbiamo un progetto e abbiamo un’idea: questo è ciò che basta.

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Quando il cursore lampeggerà e le parole non arriveranno, non arrenderti, scrittore. Abbandonati. Deponi le armi. Imprimi il tuo cuore e la tua mente sulla pagina. Lascia andare. Non deve essere carino. Non ha nemmeno bisogno di essere un argomento. Scrivi e basta.

Non voglio alimentare l’idea che l’ispirazione improvvisa sia l’unica o più semplice soluzione al blocco dello scrittore: non lo è e non è semplice. Ma esistono alcuni consigli che ho vissuto e provato in prima persona che, a volte, possono aiutare:

  • Scrivi la fine del tuo romanzo. A volte, abbozzare la prima stesura della fine di un progetto può aiutare a ripercorrere al ritroso la trama. Scritta la fine, anche un accenno, potrete chiedervi: perché è arrivato fino a qui? che cosa può aver portato questa conclusione?
  • Scrivi la fine del capitolo. Il ragionamento è uguale.
  • Scrivi una scena successiva, anche non collegata logicamente a quello che hai prodotto fin’ora, e immagina se le azioni dei personaggi potrebbero portare a quella scena.
  • Scrivi l’introduzione di un nuovo personaggio o la descrizione di un nuovo luogo e chiediti se possano portare una svolta nella storia.

Ecco, la regola principale è SCRIVI. In qualsiasi forma, misura o modo.

Spero di esservi stata d’aiuto.

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Qui il mio precedente articolo.

A presto,

Gloria

Immagine in evidenza di © Dina Belenko

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15 pensieri su “Il blocco dello scrittore

  1. Vittorio Tatti ha detto:

    A me succede esattamente l’opposto: ho la mente così piena di parole che dovrei avere molti tentacoli per riuscire ad acchiapparne almeno più della metà.
    Così finisce che qualcosa scriva comunque, ma non tutto quello che avrei voluto.

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    • Gloria ha detto:

      Sono d’accordo! Anche questa è una forma di “blocco”, a mio parere. Dipende ovviamente dal tipo di progetto: se, ad esempio, si tratta di un romanzo (o comunque di un’opera più lunga e elaborata) è più facile che si manifesti come un vero ostacolo che non ti fa scrivere; altre volte, invece, la mente è così piena di idee che alla fine si scrive l’opposto di quello che si voleva e anche questo crea confusione. Grazie per averlo condiviso!

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      • Vittorio Tatti ha detto:

        Il fatto è che molte idee si sovrappongono e non tutte si possono amalgamare in un unico testo.
        Tempo fa ho iniziato un romanzo, poi l’ho mollato per iniziarne un altro, poi ho lasciato anche quest’ultimo per un terzo e così via, fino ad arrivare a una decina di romanzi interrotti a tempo indeterminato; non parlo di poche righe, ma di interi capitoli.
        Finché si tratta di racconti ok, ci vuole pochissimo tempo per concluderli, ma con i romanzi mi ha portato a un senso di frustrazione perché, ogni volta, interrompevo qualcosa che avevo già in mente per semplici lampi.
        Per questo tendo più a scrivere racconti: perché così posso saltare da un’idea all’altra senza lasciare qualcosa d’incompleto.

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      • Gloria ha detto:

        Ammiro la tua voglia di scrivere e le continue idee! I racconti sono un ottimo espediente per sfogare questo fiume. Hai mai pensato di scrivere un romanzo mosaico? Ti faccio l’esempio famoso del Trono di Spade di George R. Martin. Anche se le storie non si incastrano nello stesso tempo e epoca potrebbe essere un’ottima idea! A presto!

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      • Vittorio Tatti ha detto:

        In effetti ci ho pensato, ma avrei la grana di dover rileggere più volte lo stesso testo (per evitare incongruenze o altro): quando i miei occhi scorrono innumerevoli volte su frasi che già conoco, vengo assalito da uno schiacciante senso di apatia creativa.

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      • Gloria ha detto:

        Posso capirlo, anche se non l’ho mai provato. Io vivo di riletture e mi piace farlo. Con la sensazione che descrivi deve essere difficile attraversare il passaggio di revisione. Come riesci a farlo? Per come mi dici, un romanzo mosaico sarebbe l’ideale per te! E la fase di rilettura potresti affidarla a qualcun altro. A presto, Gloria

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